mercoledì 16 novembre 2011

Tortini di sfoglia carote-tofu-olive


Ecco qua l'ultimo esperimento, vegano (pasta sfoglia permettendo: quindi ovviamente il discorso vale anche per il lattosio).


Il procedimento è molto semplice: esterno di pasta, interno ripieno, poi cottura.

Per l'esterno:
- pasta sfoglia q.b. (da un rotolo rettangolare mi sono venuti fuori sei tortini e svariati avanzi)

Per l'interno:
- 4 o 5 carote cotte,
- un panetto piccolo di tofu al naturale,
- olio d'oliva q.b.,
- almeno una decina di olive, verdi o nere secondo il gusto,
- una patata cotta,

1. Cuocere al vapore le verdure. E' possibile anche lessarle, ma l'impasto sarà alla fine molto umido, quindi suggerisco di evitare. La patata serve per dare consistenza, ma non è indispensabile. In ogni caso, penso sia meglio sceglierne una piccola, ma questo può variare in funzione dei gusti e della consistenza del tofu.
2. Preparare gli stampi con la pasta sfoglia: l'ideale è un disco sotto, una striscia rettangolare sui bordi, e un disco da tenere per sopra.
3. Tagliare a pezzetti tutti i componenti del ripieno e amalgamare con un mixer, tenendo da parte le olive. Suggerisco di lasciare l'impasto un po' grezzo, ma questo può variare in funzione dei gusti.
4. Unire anche le olive tagliate: credo che siano molto importanti per la riuscita della ricetta, non siatene avari.
5. Farcire la sfoglia, e coprire.
6. Forare le coperture e infornare. Io ho tenuto tutto dentro per circa un'ora a 180° ma questo forno comincia a preoccuparmi, quindi valutate da 30 minuti a cottura, secondo il vostro.



Problemi della ricetta:
- le carote devono essere buone: l'amaro si sente tantissimo se non lo sono;
- l'impasto tende ad essere abbastanza liquido. Visto che la sfoglia gonfia, si può ovviare diminuendo la quantità del ripieno.

Infine, divertitevi con gli avanzi, il risultato non è solo bello, ma forse più buono per chi ama la pasta!

domenica 11 settembre 2011

Yogurt-muffin ai semi di papavero

A quanto pare il tempo tra i miei post non può essere meno di qualche mese: finalmente mi ritrovo a sperimentare, complice dello yogurt di soia in offerta. Anche se parto sempre dalla stessa base, questa volta ho fatto modifiche un po' più consistenti, e sento la ricetta un po' più "mia"...



Come dicevo,

- yogurt di soia non aromatizzato (ne ho usato 250 ml) - immagino che con lo yogurt normale vengano altrettanto bene, e anche con lo yogurt di frutta;
- 65 g di olio di semi d'arachide;
- (mezzo bicchiere d'acqua);

- 290 g di farina 00;
- 110 g di zucchero (in questo modo vengono più simili a delle pagnottine, se volete un vero e proprio dolce salite a 150 g, se volete un dolce molto dolce anche a 170 g)
- due cucchiai di semi di papavero (personalizzabili, è ovvio);
- 2 cucchiaini e mezzo di lievito;
- un pizzico di bicarbonato;
- un pizzico di sale.

Lavorazione separata di ingredienti secchi e liquidi, unisco poi tutto quanto. Senza l'acqua l'impasto è veramente molto compatto, a seconda dei gusti se ne può aggiungere fino a mezzo bicchiere.
Una spolverata di semi di papavero in cima e fino a 40' di forno a 190°.

Buona preparazione!

domenica 5 dicembre 2010

Muffin carota e mandorla

Molto tempo da spendere in cose piacevoli, finalmente, e l'occasione di un compleanno. Risultato: muffin! Unico ingrediente con cui poter creare già disponibile in casa: carote. Mamma mi compra anche le mandorle e mi butto.
La ricetta è tratta, con adattamenti, dal libro di Deborah Castro, Dolcezze senza latte e senza uova.


Ingredienti:

200 g di carote
50 g di mandorle
2 uova
olio di semi q.b.
acqua q.b.
150 g di zucchero
300 g di farina
1 pizzico di sale
una bustina di lievito in polvere

Ho tritato abbastanza fini carote e mandorle. Da un'altra parte ho unito tutti gli ingredienti secchi, lievito incluso. Ho unito gli ingredienti liquidi con il trito di carote e mandorle. Nel frattempo ho fatto scaldare il forno a 180°. Ho unito tutto e messo in forma negli stampi (6 grandi e 6 medi), lasciato cuocere 30' in forno a 200°.

Torta di zucca

Dopo secoli di silenzio (e una certa pigrizia culinaria che mi porta a fare e rifare - sempre con successo - la ricetta con le banane e il cocco) sento il bisogno di aggiornare, per non perdermi per strada la ricetta di torta alla zucca trovata qui.
E' parecchio che ho un rapporto singolare con la zucca: da quando sto in Veneto la cucino e la mangio tantissimo, e la adoro, ma ogni volta che faccio un dolce con la zucca adatto le ricette e dimentico di segnare le varianti. Il problema è che le zucche sono spesso molto diverse tra loro, e anche se ho imparato a distinguere almeno due tipi, la butternut (quella liscia e arancione, un po' allungata) e quella verde e rugosa, è quasi impossibile mantenere una vera costanza nelle ricette. La consistenza è diversa, cambiano resa se cucinate al vapore o lesse, e se surgelate o usate subito... Ho avuto esperienze eccezionali da cose che mi aspettavo disastrose e ho dovuto buttare cose che ritenevo collaudate.
Un ottimo esperimento, per esempio, è stato un tentativo di muffin con zucca e farina di kamut, variante di quella che su questo blog è fatta con la farina di mais e il rosmarino. Ovviamente non mi sono segnata le dosi.
Un altro esperimento decisamente al di sopra delle aspettative è stata questa, dal link di sopra, che ho fatto come plum cake.



Ingredienti:

un quarto o poco più di zucca (questa volta era lessa e scongelata), con un po' del suo liquido
2 uova
200 g di farina
3/4 di bustina di lievito
ca. 100 g di zucchero
olio di mais q.b.
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di cannella

Ho lavorato insieme tutti gli ingredienti secchi (aniceecannella docet) e a parte ho schiacciato la zucca con le uova sbattute, l'olio, il pizzico di sale. Ho messo tutto assieme lavorando rapidamente, in stampo da plumcake, 40' a 200° (sì, è tanto, ma ricordo che la zucca era appena scongelata e nemmeno perfettamente).
Incredibilmente la torta è venuta morbidissima, fragrante, di un giallo stupendo.
Ho fatto un figurone con i genitori a cui l'ho proposta! (Purtroppo la combinazione di circostanze è stata talmente casuale che non credo succederà di nuovo, ma riproverò!)

venerdì 3 luglio 2009

Pane di mais e kamut al rosmarino

(Perdonate come al solito le foto)
Per questa ricetta devo ringraziare Kat e il blog Cuochi di carta, primo per la ricetta, secondo per il consiglio - a tempo di record!
Visto che ho seguito la ricetta (e i consigli) vi rimando direttamente al post originale:
Pane di meliga con pinoli e rosmarino.
Le sole, ma immancabili, variazioni che ho fatto sono:
- yogurt di soia + acqua invece di latte fermentato
- farina di kamut invece di farina normale.
Tutto il resto (a parte qualche piccola oscillazione delle dosi) ricalca l'originale.
Credevo che lo yogurt di soia si sentisse molto di più, invece ciò che risulta significativo è stranamente il kamut. Per il resto, mi piacerebbe sperimentare la ricetta con una percentuale più alta di farina di mais (e di pinoli, di cui sono stata un po' avara).
Inutile dire che l'aroma di rosmarino è un tocco eccezionale.

giovedì 2 luglio 2009

Cherry-Peach Muffin

Ovvero: la ricetta dei Cherry Muffin che ho segnalato sotto funziona benissimo anche usando pesche al posto di ciliegie.

domenica 14 giugno 2009

Cherry muffins e Cupcakes


Ho provato i Cherry Muffin che vi suggerivo ieri o l'altroieri: sono la ricetta definitiva! Credo di poter cestinare tutto il resto del blog, non regge minimamente il confronto. La ricetta la trovate nel link che ho già postato, le mie variazioni riguardano solo:
- latte (di riso e in proporzione da coprire anche l'assenza di uova, che non avevo, controllate i suggerimenti collegati alla ricetta)
- zucchero (100 invece di 170)
- sale (solo perché l'ho dimenticato)
- e farina, ovviamente! (farro integrale)
Tutto il resto l'ho seguito pedissequamente (e ho fatto bene! mai venuti dei muffin così buoni e belli!).

Secondo:
nella mia ignoranza non conoscevo l'esistenza dei Cupcakes. La domanda è sorta subito spontanea: ma in cosa sono diversi dai muffin? Qualche risposta la trovate qui, qui (frugate tra i commenti) e qui. (notare i disegni!) Ad occhio preferisco ancora i muffin, ma quali faccio, in realtà?